SPETTRI
DRAMMA IN TRE ATTI
DI
Enrico Ibsen
MILANO
Fratelli Treves, Editori.
PROPRIETÀ LETTERARIA.
Chi intende valersi di questa traduzione per la recita,deve assolutamente ottenerne il permesso dalla SocietàItaliana degli Autori, Corso Venezia, 6, Milano.
Tip. Treves e Rovida. — 1913.
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L’azione si svolge in campagna, presso la signoraAlving, sulla riva d’uno dei grandi fiordsdella Norvegia settentrionale.
[3]
Un’ampia stanza che dà sul mare. Porta a sinistra.Due porte a destra. Nel mezzo della stanzauna tavola rotonda circondata da seggiole; sullatavola libri, riviste e giornali. Sul davantia sinistra una finestra innanzi a cui sta un sofàe un tavolino da lavoro. Nel fondo una serraa vetri, in comunicazione colla stanza. A destradella serra una porta dalla quale si esce per discenderesulla spiaggia. Dietro i vetri il fiord apparemelanconico attraverso un velo di pioggia.
(Engstrand se ne sta presso la porta che mena allaspiaggia. Egli ha la gamba sinistra più corta dell’altrae sotto il piede una suola di legno. Reginacon un inaffiatoio vuoto in mano, cerca d’impedirglid’entrare).
Regina (a mezza voce). Che vuoi? Non moverti.Sei tutto grondante di pioggia.
Engs. È la pioggia del buon Dio, figlia mia.
Regina. Di’ piuttosto una pioggia del diavolo.
Engs. Buon Gesù come parli, Regina! (fa alcunipassi zoppicando) Ascoltami, volevo dirti....
[4]
Regina. Ehi, galantuomo non fate tanto rumorecol piede! Il padroncino dorme quassù, propriosopra noi.
Engs. Ancora dorme? Di pieno giorno?
Regina. Questo non ti riguarda.
Engs. Iersera sono stato un po’ allegro con degliamici.
Regina. Non fo fatica a crederlo.
Engs. Che vuoi, figlia mia, siamo uomini, siamodeboli....
Regina. Oh! Questo è verissimo.
Engs. E le tentazioni sono tante in questo bassomondo. Eppure Dio sa ch’io era già al mio lavorostamane alle cinque e mezzo.
Regina. Va bene, va bene. E se te n’andassi ora?Non voglio restarmene qua in rendez-vouscon te.
Engs. Che dici? Non vuoi che?... Non ho ben capito.
Regina. Non voglio che t